SHIP OF THESEUS - THE PARADOX

SHIP OF THESEUS – The Paradox (Punishment18 Records, 2019) 

La nave di Teseo leva le ancore per avventurarsi in un lungo viaggio di cui sentiremo sicuramente molto parlare

Genere: Prog Metal, Power Metal

Voto: 9/10

Poter parlare di superguppi non è molto frequente sulla scena italiana, soprattutto al giorno d’oggi. Il termine evoca mostri sacri, icone di un passato spesso remoto e, quasi sempre, d’oltreoceano. In questo caso, però, ogni altra definizione sembra riduttiva. The Paradox è il frutto del sogno visionario di Michele Guaitoli (Kaledon, Vision of Atlantis) e Marco Cardona (Krampus) che, non contenti di essere già loro due punti di riferimento della scena metal italiana, hanno imbarcato sul progetto Ship of Theseus compagni di viaggio del calibro di Giorgio Terenziani (Absynth Aura), Paolo Crimi (Beerbong) e Alessandro Galliera (Krampus). Il risultato è un project album di fattura assolutamente ineccepibile che riesce a fondere le esperienze sinergiche ma pur sempre diverse dei cinque esploratori dell’ignoto in un unicum alquanto originale, tecnicamente elegante ma potente come una mazza da fabbro.Dieci tracce dalla struttura intrigante, dirette eppure mai scontate, nelle quali è possibile rintracciare influenze apparentemente distanti come Sanctuary, Nevermore, Dream Theatre, Devin Townsend. Un intro (The Paradox) e un outro (Ending, ovviamente) completano il tutto, arricchito da una chicca imperdibile: il remix della già ottima Time Has Come con la partecipazione alla batteria di un session man di razza quale Gregg  Bissonette (Satriani, Toto, David Lee Roth fra i tantissimi con cui ha lavorato). Il flavour dell’intero lavoro è sicuramente riconducibile ad un power metal dalle sonorità molto moderne venato di marcate sfumature prog à la Dream Theatre, intessuto di sciabolate graffianti e precise che i due axemen Cardona e Galliera dispensano senza risparmiarsi. Cavalcate come la succitata Time Has Come e l’epica Hear Me Out rimandano ai migliori Maiden pur non suonando datate; del resto il progetto si avvale della presenza dietro al banco mixer di Staffan Karlsson, che con il suo Studio Landgren ha firmato una buona parte del melodeath degli ultimissimi anni (Insatia, Nightrage, Arch Enemy). Non si può non notare la furia iconoclasta che anima la batteria di Paolo Crimi, chiaramente riconducibile alle sue trascorse esperienze hardcore-punk, che assieme al basso monolitico e preciso di Terenziani forgia una sezione ritmica solida come la roccia e risonante come il metallo. Ascoltare per credere Reborn, Reflection in The Mirror e Wounded: non ne uscirete sani, ma alla fine ne vorrete ancora. Su tutto si staglia la fantastica voce di Michele Guaitoli. Se è evidente l’influenza del mai troppo compianto Warren Dane, è anche vero che la sua ricchezza tonale è tale da evocare i toni nasali di un Axel Rose e gli acuti devastanti di un Bruce Dickinson rimanendo pur tuttavia in grado di fornire prove di una delicatezza estrema come nella bellissima ballad The Promise.
La nave di Teseo ha salpato gli ormeggi. Salite a bordo e godetevi il viaggio, ve ne ricorderete a lungo.

 

TRACKLIST:

1) The Paradox

2) Reborn

3) Time has Come

4) Hear Me Out

5) Blue

6) Suspended

7) Like a Butterfly

8) The Promise

9) Reflections in The Mirror

10) The Cage

11) Wounded

12) Ending

13) Time Has Come ft. Greg Bissonette

 

Line-Up:

Michele Guaitoli - Vocals
Marco Cardona - Guitar
Alessandro Galliera - Guitar
Giorgio Terenziani - Bass
Paolo Crimi - Drums