THE CASTAWAY WHITE DOVES

THE CASTAWAY – WHITE DOVES

THE CASTAWAY – WHITE DOVES (Rivoluzione Dischi/Pirames International, 2019)

Siete fans di Eddie Vedder e Chris Cornell? Amate le ballate acustiche di Damien Rice e Glen Hansard? Noel Gallagher e Richard Ashcroft hanno segnato la vostra giovinezza? …Allora non lasciatevi scappare White Doves, il debutto discografico di THE CASTAWAY…E’ l’album che fa per voi!

Genere: FOLK/ACOUSTIC ROCK
Voto: 7,5/10

White Doves costituisce il debutto discografico di Luca Frugoni, in arte THE CASTAWAY. 
Esordio all’insegna del Folk/Rock, composto da nove tracce intime e avvolgenti, in cui la voce di THE CASTAWAY , vero marchio di fabbrica dell’artista romano e spina dorsale di questo lavoro molto intenso, spadroneggia graffiante, calda e potente.  
Anticipati dai due bellissimi singoli e video ‘White Doves’ e ‘ Help Me’ , il resto dei brani presenti nell’album ci chiarisce ancor di più che le qualità di scrittura e di interprete di THE CASTAWAY sono indiscutibili, e che il suo timbro vocale sanguigno non ha bisogno di sovrastrutture elettriche o elettroniche per marchiare a fuoco una canzone e lasciare segni profondi nell’ascoltatore. 
Oltre ai due singoli, fra gli episodi più convincenti  del disco troviamo sicuramente la malinconica ‘Home’ , con il suo intro acustico ed un groove che ricorda i Pearl Jam di No Code, e la minimale Phoenix, ballata dal sapore country/folk che non sfigurerebbe minimamente su un album di White Buffalo o dei Blackberry Smoke.
Altri colpi a segno sono i tre brani più andanti ‘Demons and Saints’ , ‘Blank Pages’ e ‘Tower Of Lies’, che con un incedere coinvolgente ed il loro substrato ‘Brit-Pop’ evidenziano l’originalità dell’approccio melodico di THE CASTAWAY, la particolarità delle sue liriche e la capacità di scrivere ritornelli ‘catchy’ e orecchiabili senza scadere assolutamente nello scontato o nel già sentito (Noel Gallagher docet).
Le uniche pecche di quest’album sono rappresentate, parere mio, da ‘Sing and Swim’ , brano poco ‘a fuoco’, dove la potenza della voce non sembra sposarsi perfettamente alla metrica dei versi  e nella conclusiva ‘You’, traccia da sei in pagella, meno originale e toccante rispetto agli altri brani della tracklist (anche la produzione del brano suona meno precisa rispetto al resto), a cui non avrei affidato la chiusura di un album così bello. Personalmente avrei rischiato di più.
Vista la situazione del panorama musicale in Italia, possiamo affermare con tranquillità che White Doves farà un gran bene non solo al Folk/Rock ma anche al Pop e al Rock becero, vuoto e scontato che oggi ci circonda. 
Disco piacevole, importante, destinato a crescere negli ascolti e che, come i veri capolavori folk (Nebraska, Harvest, Into the Wild per citarne alcuni),potrà essere ascoltato oggi come tra vent'anni senza aver perso niente della sua immediatezza e della sua qualità.
Esordio ottimo, originale, fuori dalle logiche commerciali, in cui THE CASTAWAY ha riposto tutto quel che ha da dire e che ha da dare: si sente, si percepisce e non può lasciare indifferenti.
Complimenti.

Tracklist:

1.White Doves

2.Demons and Saints

3.Blank Pages

4.Sing and Swim

5.Home

6.Tower of Lies

7.Phoenix

8.Help Me

9.You

 

Line up:

Luca Frugoni:    Voices,acoustic guitars,harmonica

Daniele Fiaschi: Electric Guitars

Andrea Palmeri:  Drums

Ludovico Lamarra:Bass

Alessandro Forte:Keyboards

Giuseppe Tortora:Cello (On HELP ME)

 

Sul Web: https://www.facebook.com/thecastawayofficial/

Articolo di: Daniele 'Mike Matty' Pietrini